Il diritto al lavoro
La legge 5 ottobre 1962, n. 1539 introduce provvedimenti per l’assunzione obbligatoria degli invalidi civili.

1920—2001 / UNA VITA PER I DIRITTI
Una voce che ha cambiato
il destino di tante vite.
Quella di Alvido Lambrilli attraversa un secolo e una trasformazione: il riconoscimento delle persone con disabilità come protagoniste della vita civile.
Un incidente, il lavoro nelle protesi, la nascita di un’associazione. Poi le piazze, gli incontri, le battaglie per il lavoro e l’assistenza. La sua vicenda personale diventa una storia condivisa, fatta di determinazione e di persone che imparano a far sentire insieme la propria voce.
La storia di Alvido Lambrilli attraversa una trasformazione decisiva dell’Italia: il passaggio dall’isolamento di tante persone con disabilità alla costruzione di una rappresentanza capace di portarne le richieste nelle piazze, nelle istituzioni e nella vita quotidiana. Questo percorso di memoria mette in dialogo il racconto autobiografico conservato dalla famiglia, le immagini d’archivio, le testimonianze pubbliche e i testi delle leggi. È un omaggio a un padre e un invito a studiare una conquista collettiva.
Segui le tappe della sua vitaPERCORSI DI LETTURA
Il racconto segue le tappe della vita di Alvido Lambrilli. Il libro, gli approfondimenti e l’apparato delle fonti offrono un secondo percorso, pensato per chi desidera conoscere il contesto e studiare i documenti.
LE ORIGINI
1920 — 1952
Prima del presidente c’è un giovane disegnatore meccanico. E prima delle battaglie pubbliche, il tentativo concreto di riprendere in mano la propria vita.

LA NASCITA DI UN MOVIMENTO
1952 — 1960

A Taranto l’incontro quotidiano con gli altri cambia il significato del suo lavoro. Alle soluzioni tecniche si aggiunge un progetto di rappresentanza.

USCIRE DALL’INVISIBILITÀ
1961 — 1968
LA MARCIA DEL DOLORE
Le marce rendono visibile una domanda che gli incontri e le promesse non bastano più a contenere: dare attuazione ai diritti proclamati dalla Costituzione.
LA MARCIA DEL DOLORE
IMMAGINI DELLA MEMORIA PUBBLICA
DALLE PIAZZE AI DIRITTI
1962 — 1999
Lavoro, sostegno economico, scuola, accessibilità e accompagnamento: le conquiste acquistano senso nelle possibilità che aprono alle persone.
La legge 5 ottobre 1962, n. 1539 introduce provvedimenti per l’assunzione obbligatoria degli invalidi civili.
La legge 30 marzo 1971, n. 118 interviene a favore dei mutilati e invalidi civili, affrontando assistenza e partecipazione sociale.
La legge 11 febbraio 1980, n. 18 istituisce l’indennità di accompagnamento a favore degli invalidi civili totalmente inabili, alle condizioni previste dalla legge.
La legge 5 febbraio 1992, n. 104 definisce un quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità.
La legge 12 marzo 1999, n. 68 promuove l’inserimento e l’integrazione lavorativa attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato.
L’IMPEGNO DIVENTA OPERA
1980 — 1999
Negli ultimi decenni del Novecento il suo impegno unisce riabilitazione, rappresentanza, confronto internazionale e partecipazione al dibattito pubblico.
FILMATO D’ARCHIVIO Roma, 27–28 ottobre 1982: la tribuna e gli interventi del congresso nazionale ANMIC al Midas, in un estratto con audio originale.
La forma del congresso è parte della storia della rappresentanza: il tavolo dei lavori, la successione degli interventi e lo spazio assegnato alla parola pubblica documentano un’organizzazione ormai strutturata. Il film permette di osservare questa dimensione; l’identità dei singoli oratori non viene ricavata dalle immagini.
Fonte: film conservato nel fondo familiare, congresso ANMIC 1982. Estratto originale di 60 secondi; nessuna voce ricostruita.
Tre interventi autentici conservati da Radio Radicale. Le registrazioni si aprono nell’archivio originale, con i suoi strumenti di ascolto.
UN SECOLO, UNA VITA
Una linea del tempo per orientarsi
tra la vicenda personale e la storia pubblica.
Nasce il 28 settembre a Magliano in Toscana, in provincia di Grosseto.
Perde un arto inferiore in un incidente stradale. Nel suo percorso professionale diventerà tecnico ortopedico.
A Taranto fonda l’associazione che guiderà per il resto della sua vita.
Fonda il mensile dell’ANMIC, uno strumento di informazione e rappresentanza.
La mobilitazione degli invalidi civili porta la richiesta di diritti all’attenzione pubblica.
La legge n. 458 del 1965 attribuisce personalità giuridica pubblica all’organizzazione, che assume la denominazione ANMIC.
Il D.P.R. del 23 dicembre 1978 trasforma l’ANMIC in ente morale di diritto privato, conservando i compiti di rappresentanza e tutela.
Un nuovo capitolo del suo impegno, dedicato alla riabilitazione.
È pubblicato il conferimento dell’onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica. L’anno indica la pubblicazione del riconoscimento.
Muore nel gennaio 2001, ancora presidente nazionale dell’ANMIC.
IL LIBRO · ALVIDO LAMBRILLI
Una vita raccontata dall’interno.
Una storia da leggere insieme ai documenti.
Il libro di Alvido Lambrilli mette in relazione due dimensioni inseparabili: l’esperienza di una persona e la nascita di una rappresentanza collettiva. Le cronologie dell’ANMIC lo presentano come autobiografia del fondatore e racconto delle lotte per i diritti civili delle persone con disabilità. La sua uscita viene ricordata nel 2000, l’anno degli ottant’anni di Lambrilli; il catalogo del Polo bibliotecario parlamentare documenta un’edizione del 2001 di 219 pagine illustrate, conservata presso la Biblioteca del Senato.
Già nel titolo si può leggere una domanda centrale per chi studia questa storia: come si passa da esperienze di esclusione vissute individualmente a una voce capace di farsi ascoltare nello spazio pubblico? Il «silenzio» e il «coro» suggeriscono due condizioni politiche oltre che personali. Da una parte bisogni dispersi, difficili da esprimere e da trasformare in richieste; dall’altra persone che si riconoscono, si organizzano e rivendicano una cittadinanza piena. È una chiave di lettura proposta da questo sito, non un indice attribuito all’autore.
«Siamo convinti che il nostro progresso sia stato il progresso di tutto il popolo italiano.»
Qui la conquista di diritti da parte di una categoria diventa una misura della qualità della democrazia. Il riconoscimento del lavoro, dell’assistenza e della possibilità di partecipare alla vita comune riguarda le persone che ne beneficiano direttamente, ma modifica anche il modo in cui la società comprende l’uguaglianza. È questo il nucleo civile intorno al quale si può costruire una lettura del libro e della documentazione raccolta in questo archivio.
Un’autobiografia consente di conoscere il significato che un protagonista attribuisce alle proprie scelte. La memoria conserva incontri, atmosfere, delusioni e motivazioni che una norma o un verbale non possono restituire con la stessa immediatezza. Proprio per questo va letta facendo dialogare la voce dell’autore con altri documenti. I ricordi aiutano a comprendere il vissuto della mobilitazione; i testi delle leggi e gli atti parlamentari permettono di ricostruirne con precisione i risultati e i limiti.
Un primo percorso riguarda il passaggio dall’aiuto individuale all’organizzazione. Nelle carte autobiografiche dell’archivio familiare il laboratorio ortopedico e gli incontri con persone prive di tutele costituiscono il punto di partenza di un impegno che diventa associativo. Per lo studioso la questione non è soltanto quando nacque l’associazione: è anche come si crearono fiducia, appartenenza, sedi, interlocutori e capacità di iniziativa.
Il testo conservato in famiglia ha il titolo Il Presidente degli Invalidi e reca la collaborazione di Daniele Vanni. In questo sito è trattato come una fonte distinta dall’edizione pubblicata di Dal silenzio al grande coro: la corrispondenza testuale completa fra i due non è stata verificata. Il frontespizio visibile nell’archivio appartiene al testo familiare.
Le memorie nell’archivioUn secondo percorso riguarda la costruzione della visibilità pubblica. Le marce, i congressi, la stampa associativa e l’interlocuzione con il Parlamento portano nello spazio comune domande che prima rischiavano di rimanere circoscritte alla famiglia o all’assistenza. Filmati e fotografie mostrano i corpi, i cartelli, le sale, la presenza delle persone; per capire richieste, decisioni e responsabilità devono essere accostati a testi, date e provenienze. Una fotografia documenta ciò che inquadra, ma non dimostra da sola chi abbia ottenuto una legge o quale sia stata l’intera dinamica di un evento.
Un terzo percorso segue la trasformazione delle rivendicazioni in norme. È utile leggere insieme le tappe del collocamento al lavoro, delle prestazioni economiche, dell’accompagnamento e dell’integrazione sociale. Ogni provvedimento affronta un problema specifico e nasce da un processo collettivo che coinvolge associazioni, rappresentanti parlamentari, amministrazioni e persone interessate. Il contributo di Lambrilli e dell’ANMIC assume maggiore rilievo storico quando viene ricostruito dentro questa trama di relazioni, con attenzione alle campagne, alle proposte e ai risultati effettivamente documentati.
Infine, il racconto invita a distinguere il riconoscimento di un diritto dalla sua attuazione. La legge cambia le possibilità disponibili, ma l’accesso concreto al lavoro, alla scuola, alla riabilitazione e alla vita sociale dipende anche dai servizi, dalle risorse e dalle pratiche quotidiane. Studiare le lotte degli invalidi civili significa quindi osservare sia le conquiste legislative sia il lavoro necessario a renderle effettive nel tempo.
La Biblioteca del Senato documenta un esemplare con collocazione 273. XIX. 27. Per richiederne la consultazione si possono comunicare autore, titolo, ISBN e collocazione al servizio bibliografico, verificando direttamente le condizioni e la disponibilità attuali. La registrazione nelle nuove accessioni attesta la presenza nel catalogo all’epoca della pubblicazione, senza garantire disponibilità immediata al momento della richiesta.
Il volume compare anche nei cataloghi di libri usati. I collegamenti permettono di vedere la copertina e cercare una copia cartacea; disponibilità e condizioni possono cambiare. Il sito non è affiliato ai venditori e non gestisce acquisti.
Questa sezione propone una scheda bibliografica, un breve passo documentato e un percorso di lettura originale, a cura di Simone Lambrilli. La fonte che riporta la citazione non indica la pagina del libro. Non vengono riprodotti integralmente l’edizione a stampa o un suo facsimile certificato.
APPROFONDIMENTI · STORIA SOCIALE E FONTI
Un percorso di lettura attraverso rappresentanza, norme e vita quotidiana. Le tappe qui raccolte aiutano a orientarsi; ogni fonte mantiene la propria natura e il proprio punto di vista.
Il primo filo da seguire è il rapporto fra cittadinanza sociale e organizzazione. L’articolo 38 della Costituzione offre un riferimento decisivo alle rivendicazioni per l’assistenza, l’educazione e l’avviamento professionale. Nel racconto di Lambrilli il problema ricorrente è la sua attuazione: chi può far valere un diritto, davanti a quale ufficio, con quali mezzi? La nascita di un’associazione rende queste domande condivisibili e permette di trasformarle in richieste rivolte alle istituzioni.
La fondazione del 1956, la rete territoriale, il periodico Tempi Nuovi e le manifestazioni vanno quindi letti insieme. Le marce rendono visibile una presenza, ma sono sostenute da un lavoro meno appariscente: raccogliere adesioni, collegare esperienze, formulare proposte, seguire i provvedimenti. Per lo studio storico è utile cercare anche questo livello organizzativo, evitando che le sole immagini delle piazze esauriscano la storia del movimento.
Le leggi n. 1539 del 1962 e n. 482 del 1968 sono due passaggi per lo studio delle tutele occupazionali. La prima interviene in favore degli invalidi civili; la seconda dispone una disciplina generale delle assunzioni obbligatorie nelle amministrazioni pubbliche e nelle aziende private. I testi consentono di osservare destinatari, obblighi, procedure ed esclusioni del sistema originario, senza confonderlo con quello successivo.
Nel 1999 la legge n. 68 definisce il collocamento mirato e pone al centro il rapporto fra capacità della persona, caratteristiche del posto e strumenti di sostegno. Il confronto fra i provvedimenti permette di studiare come cambi l’impostazione dell’inserimento lavorativo. Resta una domanda trasversale: in che misura l’obbligo formale produce un’occupazione effettiva e adeguata? Le pagine autobiografiche dedicate alle difficoltà applicative sono una testimonianza utile, da confrontare con documenti amministrativi e dati del periodo.
La legge n. 118 del 1971 è un punto di osservazione per seguire l’ampliamento delle tutele: prestazioni economiche, assistenza sanitaria, riabilitazione, accessibilità e scuola compaiono nello stesso quadro. La legge n. 18 del 1980 introduce l’indennità di accompagnamento. La legge quadro n. 104 del 1992 offre un ulteriore riferimento per i diritti e la partecipazione sociale. Per ciascun passaggio è necessario leggere il testo originario e distinguere le modifiche successive.
Questi ambiti sono connessi, ma non intercambiabili. Una prestazione economica, un percorso riabilitativo e la rimozione di una barriera rispondono a esigenze differenti. Studiare le mobilitazioni significa anche chiedersi come tali esigenze siano state articolate e sostenute nel tempo. Il percorso di Lambrilli, dall’ortopedia all’AIRRI e alla rappresentanza associativa, permette di osservare il dialogo fra bisogni individuali, organizzazione dei servizi e rivendicazione pubblica.
Due date chiariscono il percorso giuridico dell’ANMIC. Nel 1965 la legge n. 458 attribuisce personalità giuridica pubblica all’Unione generale invalidi civili, che assume la denominazione di Associazione nazionale mutilati ed invalidi civili. Nel 1978 il decreto presidenziale ne dispone la trasformazione in ente morale di diritto privato, conservando compiti di rappresentanza e tutela e trasferendo specifiche funzioni amministrative agli enti territoriali.
La distinzione è sostanziale: fondazione, riconoscimento pubblico e successivo riordino sono momenti diversi. Studiare le associazioni richiede di seguirne anche le forme organizzative e i rapporti con lo Stato, oltre alle mobilitazioni. Nel racconto delle conquiste, il ruolo di Lambrilli e dell’ANMIC è quello di protagonisti della rappresentanza e della pressione sociale; l’approvazione delle leggi appartiene al lavoro parlamentare e a processi politici collettivi.
Il fondo familiare conserva una voce autobiografica: è preziosa per comprendere intenzioni, ricordi e significati attribuiti agli avvenimenti. Le ricostruzioni associative esprimono la memoria dell’organizzazione. I testi normativi documentano ciò che fu disposto; non dimostrano, da soli, l’effettiva applicazione. Le registrazioni pubbliche permettono di ascoltare interventi collocati in eventi precisi. Accostare queste fonti consente di formulare domande più accurate e di separare testimonianza, riscontro e interpretazione.
Le divergenze non vengono nascoste. Il testo autobiografico ricorda un congresso nazionale il 10 maggio 1959, mentre la cronologia ANMIC consultata colloca il primo congresso nel 1960: la questione richiede ulteriori documenti. Anche le parole storiche vanno contestualizzate. Questo sito usa nel racconto contemporaneo “persone con disabilità” e conserva “invalidi civili” nelle denominazioni e nella ricostruzione giuridica. La selezione proposta è un punto di accesso alla ricerca e alla memoria, non una storia critica esaustiva dell’associazione o della legislazione.
I riferimenti alle leggi hanno finalità storica e documentaria. Requisiti, procedure e prestazioni attuali vanno verificati nei testi vigenti e presso le amministrazioni competenti. L’iniziativa è a cura di Simone Lambrilli; le fonti associative sono citate come documenti e testimonianze.
I MATERIALI DELLA STORIA
Volti, luoghi, parole.
Ogni documento custodisce una parte del racconto.
16 materiali
Dall’archivio fotografico di Alvido Lambrilli.
Dall’archivio fotografico di Alvido Lambrilli.
Dall’archivio fotografico di Alvido Lambrilli.
Dall’archivio fotografico di Alvido Lambrilli.
Dall’archivio fotografico di Alvido Lambrilli.
Dall’archivio fotografico di Alvido Lambrilli.
Dall’archivio fotografico di Alvido Lambrilli.
Dall’archivio fotografico di Alvido Lambrilli.
Dall’archivio fotografico di Alvido Lambrilli.
Roma, 1961. Un estratto muto dal fondo familiare.
La forza di una mobilitazione collettiva.
Roma, 27–28 ottobre. Tribuna e interventi al Midas.
Un fotogramma del congresso ANMIC del 1982.
Dall’archivio GiardinoLambrilli.
Alvido Lambrilli, con la collaborazione di Daniele Vanni.
Il racconto, la cronologia e i riferimenti essenziali.
Scarica PDFUN’EREDITÀ CHE CONTINUA
2001 — OGGI
Alvido Lambrilli muore nel gennaio 2001. Il suo nome continua a vivere nei luoghi, nelle testimonianze e nelle possibilità aperte da un lungo lavoro collettivo.

Il suo nome è custodito anche nello spazio della città: Roma Capitale annovera il Giardino Alvido Lambrilli, in viale dei Primati Sportivi, tra le aree verdi del Municipio IX.
Roma Capitale ROMA TRE · IL FUTURO DEGLI STUDENTILa guida ai servizi 2010/2011 dell’Università Roma Tre ricorda due borse di studio per studenti con disabilità, istituite in sua memoria con l’associazione La Ruota Internazionale.
Università Roma Tre DICEMBRE 2001 · IL SALUTOIl notiziario dell’ANMIC di Bergamo lo ricorda nell’anno della scomparsa, legando la sua opera alla dignità, alla consapevolezza e alla vita quotidiana delle persone con disabilità.
ANMIC Bergamo MONTECITORIO · 14 APRILE 2016Nella Sala della Regina, l’ANMIC celebra il sessantesimo anniversario con un libro fotografico e un film storico. La memoria dei protagonisti e dei familiari torna al centro del racconto.
ANMIC24 2023 · UN RICORDO D’ARTEIn un’intervista a Lidia Lombardi, Luigi Lambertini ricorda l’amico Alvido e una richiesta a Emilio Greco per una medaglia commemorativa dell’ANMIC: una traccia della sua storia anche nel mondo dell’arte.
Mag1861 / AGI ISTITUZIONI · LA RAPPRESENTANZALe relazioni istituzionali ricordano anche il suo ruolo di consigliere del Consiglio nazionale degli utenti presso AGCOM, ulteriore espressione del suo impegno nella rappresentanza civile.
AGCOM...e se ognuno di noi ha una missione, io quella missione la trovai nel mio lavoro e in mezzo a voi. La mia persona non conta. Essa si perde nella grandezza e nella nobiltà dell'impresa, perché ciò che conta nella vita è lasciare un segno, un'opera che rimanga a dimostrare alle genti che si può fare qualcosa di buono, anche non essendo nulla.
LA MEMORIA HA RADICI
Il racconto distingue le memorie personali, la documentazione storica e le testimonianze pubbliche. Le denominazioni d’epoca sono conservate quando identificano associazioni, titoli e documenti.
La nota biografica di Alvido Lambrilli e i materiali della sua attività pubblica costituiscono il nucleo documentale di questo racconto. Le fotografie senza data provengono dal fondo fotografico Alvido Lambrilli; le didascalie descrivono ciò che è visibile senza attribuire eventi o date non documentati. Le immagini della memoria provengono anche dalla raccolta GiardinoLambrilli. Il ritratto di apertura proviene dal fondo fotografico della famiglia; i fotogrammi e gli estratti cinematografici provengono dai film del fondo familiare, relativi alla marcia del 1961 e al congresso del 1982.
Una nuova biografia raccoglie le principali tappe del percorso e i riferimenti documentali.
Leggi la biografia Scarica PDFIl Presidente degli Invalidi, di Alvido Lambrilli, con la collaborazione di Daniele Vanni: testo autobiografico conservato nell’archivio di famiglia. È la fonte dei ricordi dell’assemblea di Taranto. La citazione conclusiva di Alvido Lambrilli è riportata nella trascrizione fornita dal curatore Simone Lambrilli.
Dal silenzio al grande coro è il libro pubblicato, documentato dal catalogo del Polo bibliotecario parlamentare: Bologna, Edizioni agricole, 2001, 219 pagine illustrate, ISBN 88-8219-440-X. Le cronologie associative e alcuni cataloghi librari lo collocano nel 2000. Il rapporto testuale completo con il documento familiare non è verificato.
La nota biografica di famiglia ricorda per il volume il premio postumo «Giorgio Conte» dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria.
La scheda del libro e i percorsi di letturaI ricordi autobiografici sono presentati come testimonianza dell’autore. I passaggi narrativi del sito sono una rielaborazione editoriale, salvo le citazioni espressamente indicate.
La storia dell’ANMIC, i riconoscimenti istituzionali e le testimonianze pubbliche permettono di leggere l’opera di Alvido Lambrilli nel suo contesto.
Onorificenza: nella cronologia, il 1994 indica l’anno di pubblicazione del riconoscimento di Commendatore, non la data di conferimento.
Le sintesi hanno una finalità storica e divulgativa. Il contenuto vigente delle norme e le condizioni di accesso alle prestazioni vanno verificati sui testi ufficiali.